GIOIA DEL SANTO VICINO ALLA MORTE
1614 64. Nei giorni in cui Francesco, appena tornato
dal luogo di Bagnara, giaceva gravemente infermo nel palazzo
vescovile di Assisi, gli abitanti della città, temendo
che, se il Santo venisse a morire di notte, i frati ne asportassero
segretamente la salma per deporla in un'altra città,
deliberarono che delle scolte vigilassero attentamente ogni
notte fuori e tutto intorno le mura del palazzo.
Francesco, nelle gravi condizioni in cui si trovava, per dare
conforto al suo spirito onde non venisse meno a causa delle
aspre e diverse infermità si faceva cantare spesso
durante il giorno dai compagni le Laudi del Signore, che lui
stesso aveva composto, parecchio tempo prima, durante la sua
malattia. Le faceva cantare anche di notte, per dare un po'
di sollievo alle scolte che vigilavano su di lui fuori del
palazzo.
Frate Elia, vedendo che Francesco, in mezzo a così
atroci sofferenze, attingeva dal canto coraggio e gaudio nel
Signore, un giorno osservò: «Carissimo fratello,
io sono assai edificato e consolato per la gioia che provi
e manifesti ai tuoi compagni in questa dura sofferenza e malattia.
Gli abitanti di questa città ti venerano come santo
in vita e in morte, certamente. Però, siccome sono
convinti che a causa di questa grande e incurabile infermità
tra poco hai da morire, sentendo risuonare queste Laudi potrebbero
pensare o dire fra sé: - Com'è possibile che
uno, vicino a morire, esprima così viva letizia? Farebbe
meglio a pensare alla morte! -».
Francesco gli rispose: «Ricordi la visione che avesti
presso Foligno? Mi dicevi allora che uno ti aveva rivelato
che mi restavano da vivere soltanto due anni. Ebbene, anche
prima che tu avessi quella visione, per grazia dello Spirito
Santo che suggerisce al cuore dei suoi fedeli ogni cosa buona
e la pone sulla loro bocca, di frequente io pensavo alla mia
fine, giorno e notte. Ma dall'ora che ti fu comunicata quella
rivelazione, ogni giorno mi sono preoccupato di prepararmi
alla morte».
Poi in un impeto di fervore continuò: «Fratello,
lascia che io goda nel Signore e nelle sue Laudi in mezzo
ai miei dolori, poiché, con la grazia dello Spirito
Santo, sono così strettamente unito al mio Signore
che, per sua misericordia posso ben esultare nell'Altissimo!».